Anti-abbandono: quando la sicurezza riguarda anche la percezione del paziente

 

Spesso la sicurezza in ambito sanitario viene associata a fatti tangibili come cadute, errori o emergenze. Tuttavia, ci sono altri tipi di rischi più difficili da rilevare e comunque altrettanto influenti sulla vita del paziente. In questo caso la questione riguarda la percezione di abbandono.Non ci riferiamo solo al comfort.

Infatti, quando il paziente ha la percezione di essere abbandonato, i suoi comportamenti possono cambiarci. Inoltre, il livello di stress può aumentare e la collaborazione con il personale può ridursi. In alcuni casi può addirittura arrivare all'agitazione del paziente, al tentativo di alzarsi dal letto autonomamente o alla richiesta di attenzioni ripetute.

 

Il contesto operativo: l’attenzione distribuita, la presenza limitata

 

Coloro che lavorano in reparto sanno bene di cosa sto parlando. L’attenzione è distribuita in modo costante tra più pazienti, le priorità sono in continua variazione e il tempo disponibile è limitato.

Non è un problema di scarsa cura.È la natura dell’ambiente in cui operiamo.

Inevitabilmente, anche con la massima professionalità, ci sono periodi in cui un paziente può percepire la mancanza di presenza. E spesso questi periodi coincidono con fasi critiche del suo percorso di cura.

 

Dalla percezione al comportamento

 

La sensazione di abbandono raramente rimane passiva.

Può manifestarsi in:

  • agitazione crescente
  • cercare di alzarsi senza aiuto
  • difficoltà a seguire le istruzioni cliniche
  • richieste continue che aumentano il carico di lavoro

Questi sintomi, se non riconosciuti, possono rapidamente portare a comportamenti più complessi.

Non perché il paziente “reagisce male”, ma perché cerca un punto di riferimento.

 

Il ruolo dei sistemi di supporto: presenza continua senza invasività

 

In realtà, parlare di abbandono non vuol dire parlare di controllo, ma di presenza al momento giusto.

Un sistema di supporto efficace deve garantire:

  • la visibilità di ciò che succede anche quando il supporto non è fisicamente presente
  • il riconoscimento di eventuali segnali di disagio
  • il supporto alle priorizzazioni

Senza interrompere il flusso di lavoro e senza sovraccaricare il personale.

In questa ottica, il HANDHY Patient Protection System (PPS) non è un sistema di controllo, ma di supporto alla continuità di presenza.Non è un’idea di ‘monitorare di più’; è un’idea di ‘ridurre i momenti in cui il paziente si sente solo non visto’.In questo modo, la visione più ampia e continua del contesto consente agli operatori di reagire prima che il disagio diventi rischio.

 

Sicurezza significa anche sentirsi seguiti

 

La qualità della cura non va misurata solo in interventi di cura, ma anche nella percezione del paziente.La riduzione della sensazione di abbandono va intesa come:

  • migliorare l’esperienza di cura
  • favorire la collaborazione
  • prevenire comportamenti a rischio

Cioè, costruire un ambiente in cui la sicurezza non sia solo una risposta ai eventi, ma una condizione di fondo.Perché, alla fine, sentirsi protetti significa anche sentirsi presenti.

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